Quando stiamo male siamo soliti attribuire la causa del nostro disagio a situazioni o eventi esterni. Ma se ciò fosse vero, come mai di fronte ad uno stesso evento un individuo sviluppa paura e un altro la supera? Perché tra due persone che hanno avuto un incidente d’auto, una riprende a guidare e l’altra non riesce più a prendere il volante in mano?
Questi esempi sono la dimostrazione che nel nostro disagio giocano un ruolo di primo piano il modo con cui interpretiamo le situazioni e i comportamenti che mettiamo in atto.
Quando proviamo disagio può accadere che sia l’ansia a decidere per noi. In questi casi spesso cediamo e sviluppiamo paure, depressione, fobie o ossessioni.
Dopo un po’ di tempo penseremo di noi stessi “sono fatto così” e finiremo per giustificarci bloccando ogni possibilità di apprendimento.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale, parte dalla constatazione che abbiamo imparato a provare disagio: lo studio scientifico di questo apprendimento ha permesso di sviluppare strumenti e strategie di trattamento.
Modificando i propri pensieri e comportamenti e acquisendo nuove abilità la persona apprenderà a fronteggiare e ridurre le proprie ansie, tristezze, paure.
Le ricerche degli ultimi 50 anni pubblicate da enti quali Clinical Evidence, NIMH, OMS, NICE, dimostrano l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per quanto riguarda il trattamento di disturbi d’ansia, depressione e altre condizioni di disagio psicologico.
In che modo possiamo stare meglio con la psicologia? Per capirlo dobbiamo prima di tutto lasciare da parte la concezione classica di terapia psicologica.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale non ha infatti come scopo principale quello di scoprire i traumi o i conflitti legati all’infanzia, si occupa piuttosto di incrementare le abilità e i comportamenti utili a superare il disagio, riducendo al contempo comportamenti e pensieri disfunzionali.
Enrico Rolla, psicologo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale nel libro “Così non mi piaccio” sottolinea inoltre l’importanza dell’umorismo e del pensiero positivo come strumento efficace per aiutare e aiutarsi nei momenti di difficoltà.
Vincere le nostre ansie e paure sarà più facile se riusciremo a prenderci gioco e ridere di noi stessi!
Iniziando poi ad adottare nuovi comportamenti, più funzionali, rinforzeremo la nostra visione positiva e apprenderemo a stare bene.
Ma quanto ci vuole per cambiare questi comportamenti?
Enrico Rolla spiega: “modificare se stessi è sempre possibile, ma deve essere un processo graduale, passo dopo passo si arriverà alla metà. In ogni caso non si tratta di terapie interminabili ma a breve termine, l’obiettivo è di riportare le persone all’autonomia nel più breve tempo possibile. Già dopo 10-15 sedute si possono iniziare a vedere ottimi risultati. Nel centro che dirigo lavoriamo anche con i gruppi, in una settimana di lavoro intensivo le persone riescono a superare le proprie ansie modificando i propri comportamenti e pensieri”.
L’approccio cognitivo-comportamentale, con le sue caratteristiche di efficacia, rapidità ed efficienza, sembra avere le carte in regola per affrontare le nevrosi del nostro secolo.
http://www.iwatson.com
http://clinicalevidence.bmj.com/
http://www.nice.org.uk/
http://www.who.int/en/
http://www.nimh.nih.gov/
http://www.psych.yorku.ca/bohr/6480_2005/documents/ReviewOfMetaAnalysesCBT2006.pdf
Scritto da iwatson
il 02.09.2008 | Permalink | Commenti (0) | Trackback (0)
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